Gradi satanici

di Antonio Bellomi

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Manlio Locatelli non amava affatto quel posto. Intanto, non amava affatto il caldo. Le sue vacanze le aveva sempre passate in amene località, ricche di pini e di scroscianti torrenti, e solo una volta, attratto al seguito di una bionda incendiaria, aveva osato calcare le spiagge di Tropea. Ma poi la bionda si era rivelata una delusione e il caldo micidiale del sud pure.

Così adesso il posto in cui si trovava non gli piaceva affatto. Dopo tutto, l’Inferno è già brutto di suo, ma il girone delle fiamme, per uno che ama le pinete e i verdi prati, non è decisamente la quintessenza della felicità.

E tre o quattrocento gradi Celsius non sono decisamente la più confortevole delle temperature.

Ora, tutto ingrugnito, Manlio Locatelli stava meditando su quella dannata sbandata che gli aveva fatto volare lo spider giù per uno strapiombo, con conseguente trasloco immediato negli Inferi, quando davanti gli si parò la torva sagoma del Padrone in persona.

“Satana!” esclamò Manlio Locatelli, mentre una fiamma gli lambiva il tallone destro e una goccia di sudore gli scivolava giù per il naso.

“Ah, ah ecco qui il mio nuovo arrivato,” sogghignò beffardo il grande Satana brandendo il tridente. Il pizzetto di barba caprina appariva ben curato e Manlio si chiese quanto fosse vanesio il suo proprietario.

“Gradisci l’ospitalità?” gli chiese con premurosa cordialità il demonio. “O hai qualche lamentela da fare sulla gestione?”

Manlio Locatelli saltellò sui piedi per sfuggire alle fiamme che cercavano di aggredirlo anche in quel punto meno esposto di altri che era finalmente riuscito a trovare.

“Secondo me, non funziona bene il condizionamento,” sbottò col suo solito tono di bulletto strafottente che neanche l’Inferno era ancora riusito a mitigare e senza riflettere sulle possibili conseguenze della sua lamentela. “Fa sempre troppo caldo!”

La coda del demonio volteggiò nell’aria e gli frustò con violenza le gambe nude, lasciandogli una bella vescica rossa. “Spiritoso!” ruggì Satana “Mi sei proprio simpatico. Potrei anche contraccambiarti se mi fai un favore.”

“Un favore?” chiese Manlio. “Di che genere?”

“Tu sulla terra facevi l’idraulico,vero?”

Manlio lo guardò stupido da quella insolita domanda. “Infatti.”

“E quindi ti intendi di tubature, scarichi, perdite e roba del genere.”

“Certo. Ma continuo a non capire,” disse Manlio.

Satana si appoggiò al tridente.

“Ti propongo un affare. Io ho un problema col sistema idraulico del girone del ghiaccio che non funziona troppo bene. L’acqua si disperde e non arriva ben ghiacciata così i dannati, invece di gelare, si fanno la doccetta corroborante. Tu mettimi a posto l’impianto e ti godrai qualche giorno di frescura.

“Qualche giorno è troppo poco,” ribatté sostenuto Manlio Locatelli, attento a non far trasparire un sussulto di gioia a quell’offerta. Tutto, tutto pur di stare qualche giorno lontano dalle fiamme. Ah, che bello anche il gelo.

“Niente favoritismi,” replicò il demonio. Tu mi dai qualcosa e io ti pago. Ma per un lavoretto d’idraulica, che cosa pretendi? Il clima delle Dolomiti, forse? Ricordati che questo è l’inferno!”

Satana appariva davvero seccato e per un attimo Manlio Locatelli temette che se ne andasse, portandosi via anche l’offerta.

“Me ne ricordo, sta tranquillo,” disse Manlio. “ Ma non dirmi che anche qui non ci sono i raccomandati. Sai, magari un angolino più fresco di questo potresti anche trovarmelo. In fin dei conti ti faccio un lavoretto che è vitale per una buona gestione dell’azienda.”

“Argh!” Satana emise un versaccio satanico e fece roteare il tridente come per trafiggere l’impudente.

Manlio Locatelli fece un balzo all’indietro. “Ehi, adagio con quell’arnese o dovrai cercarti un altro idraulico!” Le punte del tridente gli sfiorarono la gola poi di colpo Satana emise una gran risata.

“E va bene! Te l’ho detto che mi sei simpatico! Cinque gradi ti vanno bene?”

“Perché non dieci...” avanzò timidamente Manlio, ma Satana emise un altro versaccio e il tridente tornò a volteggiare pericolosamente vicino alla testa del fu idraulico.

“Cinque! Prendere o lasciare!” ruggì il demonio.

“Accetto... accetto...” fece precipitosamente marcia indietro Manlio Locatelli. Dopo tutto cinque gradi gli andavano benissimo. Che diamine!

* * *

Per cinque giorno Manlio Locatelli smartellò, sagomò segò, saldò senza concedersi un attimo di pausa. Il girone del ghiaccio era molto grande e l’impianto molto vecchio. Logico quindi che ci fosse tanto da fare. Ma, a mano a mano che proseguiva, la temperatura si faceva meno gradevole. Se all’inizio, dopo il caldo delle fiamme, il fresco di un girone del ghiaccio, dove non c’era quasi più ghiaccio a causa del malfunzionamento dell’impianto, era stato piacevole, ora che il ghiaccio era tornato l’ambiente si era fatto inospitale e Manlio scoprì che se il caldo-caldo è una brutta cosa anche il freddo-freddo non è di meno. Così si affrettò a sbrigare il lavoro e il sesto giorno si presentò da Satana.

“Okay, capo,” gli disse col suo fare guappesco. “La mia parte l’ho fatta. Adesso a te la tua!”

“Proprio un bel lavoro,” ammise Satana con un sorrisetto furbo. “Sapevo che come idraulico ci sapevi fare.”

“Modestamente....” fece Manlio. “Ma adesso...”

“Adesso... eccoti la ricompensa!” disse Satana facendo schioccare la coda e Manlio Locatelli si sentì afferrare da un turbine di aria gelida che lo scaraventò su un lastrone di ghiaccio in una pozza senza fine.

“Ehi!” gridò Manlio Locatelli, indignato “Le promesse vanno mantenute!” Mi avevi garantito i cinque gradi e qui ce ne sono almeno venti di meno! Io protesto!”

Dall’alto del pozzo senza fine si sentì la risata del demonio. “Protesta respinta, mio caro. Satana ti aveva promesso cinque gradi e cinque gradi hai avuto. Satana mantiene sempre le sue promesse.”

“Qui non ci sono cinque gradi, te lo garantisco!” gridò Manlio Locatelli con quanto fiato aveva in gola.

Dall’alto si udì ancora una volta la risata satanica “Oh, sì, invece, mio caro, ci sono cinque gradi esatti... cinque gradi FAHRENHEIT, che fanno esattamente... MENO QUINDICI GRADI CENTIGRADI! Ciao, merlo!”


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